Processo da remoto: osservazioni della Commissione di Linguistica Giudiziaria della Camera Penale di Roma

«La distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione» (T. De Mauro).

Pubblico il documento licenziato sul tema del processo da remoto dalla Commissione sulla Linguistica Giudiziaria della Camera Penale di Roma, Commissione che sono onorato di presiedere.

Il codice di procedura penale regola un rito, cioè un linguaggio inserito negli spazi.

Pertanto il codice di procedura penale è necessariamente un codice linguistico e prossemico: disciplina tempi, ruoli, soggetti, forme e contenuti del linguaggio utile all’accertamento del fatto, ma anche gli spazi e le azioni che lo circondano.

Il processo da remoto incide sia sul linguaggio che sugli spazi, nonché sul loro legame.

Nel documento non troverete una difesa nostalgica e retorica di modelli ottocenteschi, né entusiaste posizioni tecnofile.

Il documento vuol essere solo un contributo fondato sulle riflessioni offerte dalla linguistica, che come ogni disciplina implica rigore e libertà da polarismi.

Ognuno ne tragga, se vuole, il beneficio che ritiene.

Gruppo “Giustizia A Parole Appunti di Linguistica Giudiziaria”:  https://www.facebook.com/groups/1352326014931521/?ref=share

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